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AVVISI

Avviso Gara europea pulizie

E' stato publicato un "Avviso di annullamento aggiudicazione definitiva e nuova proposta di aggiudicazione - Gara europea a procedura aperta per l'affidamento del servizio di pulizia ordinaria e periodica presso tutte le sedi del Polo museale della Campania (CIG 734426358D)" relativo alla GARA EUROPEA A PROCEDURA APERTA PER L’AFFIDAMENTO DELL'APPALTO DEL SERVIZIO DI PULIZIA ORDINARIA E PERIODICA PRESSO TUTTE LE SEDI DEL POLO MUSEALE DELLA CAMPANIA" pubblicato il 2.02.2018.  Vai al link -->>

Variazione orari Museo San Martino

Si comunica che la Certosa e Museo di San Martino, a causa di una forte criticità delle presenze del personale di sorveglianza e per l’allestimento del cantiere di restauro delle carrozze, da lunedì 15 luglio 2019 e fino al 29 settembre rispetterà l’apertura delle seguenti sezioni:

Sezioni sempre aperte:
- Mostra "Vesuvio quotidiano_Vesuvio universale" allestita nella sezione Immagini e Memorie della Città - orario 9.30– 17.00 (con ultimo ingresso alle ore 16.30)
- CHIESA (senza accesso alla navata) ed ambienti annessi (coro, parlatorio, capitolo e sacrestia sono accessibili dal Chiostro Grande)
- CHIOSTRI
- GIARDINI PANORAMICI - i giardini chiudono un’ora prima del tramonto
- SEZIONE NAVALE

Se le condizioni di presenza del personale lo consentiranno, saranno aperte al pubblico anche le seguenti sezioni:
- PRESEPE
- QUARTO DEL PRIORE fino alla loggia

I sotterranei gotici sono al momento chiusi al pubblico per la realizzazione di interventi di messa in sicurezza.
La riapertura sarà comunicata su questo sito e sui canali social del Polo Museale della Campania e del Museo di San Martino.

Il Museo e la Certosa di san Martino
- apre tutti i giorni h 8.30-19.30; chiuso il mercoledi'
- la biglietteria chiude un'ora prima
- esclusivamente le domeniche e i giorni festivi chiuderà al pubblico alle ore 17.00 con ultimo ingresso in biglietteria alle ore 16.00.
- nel periodo dal 15 agosto al 3 settembre osserverà TUTTI I GIORNI ORARIO 8.30 – 17.00 con chiusura biglietteria ore 16.00 (chiuso il mercoledì)

 

Chiusura temp. biblioteca Molajoli

La Biblioteca "Bruno Molajoli" sara' chiusa al pubblico dal giorno 12 agosto a tutto il giorno 23 agosto 2019.

Orario estivo Duca di Martina

Nei mesi di luglio, agosto e settembre il museo Duca di Martina e il Parco della Floridiana osservano i seguenti orari: Museo: ore 9,30 alle 17,00 (ultimo ingresso alle ore 16,15 con uscita da Falcone) Parco: ore 9,30 - 16,30.

Orario apertura luoghi del Polo

Si comunica che quest'Istituto s'impegna per offrire al pubblico un orario di visita quanto più esteso possibile, nel rispetto dei criteri per l'apertura al pubblico, la vigilanza  e la sicurezza dei musei e dei luoghi della cultura statali previsti dal D.M. del 30 giugno 2016, in attesa che vengano espletate le previste procedure concorsuali finalizzate al superamento delle attuali carenze organiche e al conseguente incremento del personale in servizio.

Parco Floridiana aree accessibili

Il Parco della Villa Floridiana e' aperto al pubblico limitatamente ai viali principali fino al Belvedere compreso il Teatrino di Verzura, le Serre e la Terrazza.  Per motivi di sicurezza E' SEVERAMENTE VIETATO ACCEDERE ALLE AREE TRANSENNATE.

Direttore

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Ida Gennarelli

Piazza I Ottobre, 1860 - 81055 Santa Maria Capua Vetere (CE)
0039.0823.844206 - 0039.0823.798864 (biglietteria)
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L’anfiteatro campano di Santa Maria Capua Vetere, il secondo in ordine di grandezza tra tali tipi di monumenti nell’Italia antica dopo il Colosseo (m 165 sull’asse maggiore, m. 135 su quello minore a livello dell’arena), fu innalzato tra la fine del I e gli inizi del II secolo d.C. in sostituzione dell’arena meno capiente risalente ad età graccana, i cui resti sono stati individuati a Sud-Est. Della sua vicenda edilizia informa un’iscrizione dedicata da Antonino Pio, in parte conservata presso il Museo Provinciale Campano, nella quale si fa menzione dei restauri del colonnato e del nuovo arredo scultoreo fatti eseguire dall’imperatore Adriano.

L’edificio, in genere adibito agli spettacoli gladiatori, presentava in origine i quattro ordini canonici (ima, media e summa cavea, attico) di spalti, accessibili attraverso scale interne ed esterne, impostati su altrettanti livelli di gallerie in opus latericium comunicanti, e si apriva in facciata con ottanta arcate realizzate in blocchi di calcare di uguale ampiezza ad eccezione di quelle poste in corrispondenza dei quattro punti cardinali, coincidenti con gli ingressi principali. Esse erano enfatizzate dalla presenza di semicolonne appoggiate ai pilastri in ordine tuscanico, come quelle in parte conservate all’entrata orientale. Le chiavi d’arco dei primi due ordini di archi della facciata erano arricchite da 240 busti a rilievo di divinità, tra le quali: Giove, Giunone, Demetra, Diana, Mercurio, Minerva, Volturno, Apollo, e Mitra, oltre a teste di Pan, satiri e maschere teatrali, nel terzo ordine; di esse se ne conservano solo 20 in loco, poche altre al Museo Archeologico Nazionale di Napoli ed al Museo Provinciale Campano, mentre la gran parte furono poi riutilizzate come materiali di spoglio.

Il perimetro esterno della platea che circonda l’edificio, realizzata in blocchi di calcare in fasce concentriche, era delimitata da cippi lisci e scolpiti, di cui se ne conserva solo uno con l’immagine a rilievo d’Ercole sulla facciata verso l’anfiteatro ed un altro con Silvano sulla facciata esterna; tra i cippi erano installate transenne per separare il marciapiede dall’area circostante. Le gradinate della cavea erano rivestite in marmo e la summa cavea era sovrastata da un portico ornato con statue e colonne. Le parti ornamentali sono andate quasi tutte perdute ad eccezione di una Venere, il c.d. Adone ed il gruppo di Amore e Psiche; si sono invece conservati i plutei frontonali e le balaustre dei vomitoria (varchi di accesso agli spalti. I primi, collocati in origine sull’architrave della porta, mostrano scene mitologiche e di carattere commemorativo a rilievo; le altre, poste come corrimano ai lati degli ultimi scalini, erano scolpiti su entrambi i lati con animali esotici o con scene di caccia tra animali. Il piano dell’arena era costituito da tavoloni di legno cosparsi di sabbia per consentire lo svolgimento dei combattimenti, al si sotto del quale si sviluppavano i sotterranei, comunicanti tra loro mediante corridoi ed accessibili attraverso quattro scalette presenti negli ambienti di servizio, ubicati dietro il podio ed utilizzati per i macchinari e gli apparati scenici.

L’ingresso principale che consentiva di raggiungere i sotterranei e di condurvi le gabbie degli animali senza passare dai porticati è collocato invece sul lato occidentale. Sul lato orientale si trovava anche un condotto di collegamento ad una cisterna costruita in opus reticulatum, nella quale si raccoglieva l’acqua per la pulizia dei sotterranei. Al V-VI secolo d.C., inoltre, risale una cappella ricavata nella seconda navata a Nord dell’ingresso occidentale. L’anfiteatro nel 456 d.C. subì rovinose distruzione durante il saccheggio di Genserico, ma fu riparato nel 530 d.C. Durante il dominio gotico e longobardo l’edificio continuò ad avere funzione di arena; poi, dopo la distruzione della città nell’841 d.C. ad opera dei Saraceni, venne trasformato in una fortezza.

A partire dal periodo della dominazione sveva divenne cava di estrazione di materiali lapidei reimpiegati nella costruzione degli edifici della città. Parzialmente scavato tra il 1811 ed il 1860, fu definitivamente liberato dagli enormi ammassi di terra tra il 1920 ed il 1930, con numerosi successivi interventi di restauro conservativo nel tempo.

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